Golden Ale

Decisi di lasciar perdere le solite “birrette” anonime, birre qualunque per persone inutili. Non ero uno di quelli, meritavo di più. Mi abbandonai al gusto di un malto di prima qualità lasciandomi conquistare dalle effusioni agrumate di luppoli esotici. Questa era lei e non avrei potuto resisterle ancora a lungo.

4,5% Alc. 11°P

La Golden Ale ha profumi che ricordano il cedro e il limone, con sfumature di miele d’acacia. Al gusto le tenui note del malto sono equilibrate da un amaro discreto. Di corpo leggero, ha un finale secco e pulito. Questa è una birra molto fresca, semplice ma non banale, facile da bere ma anche ricca di gusto. La Golden Ale interpreta lo stilnovismo birrario di questi tempi, l’uso di luppoli americani come Citra e Athanum insieme a nobili luppoli tedeschi permettono di ottenere quel bouquet così fine e seducente che inebria i sensi ci porta a berne e riberne.

Saison

Ispirata alle Saison belghe, ha sentori complessi ma delicati, tra i quali si avvertono note citriche e pepate, che derivano da questo straordinario ceppo di lievito. Il finale è secco e amaro e rende questa birra molto dissetante e beverina nonostante il discreto grado alcolico. Una birra che non riuscirete a dimenticare facilmente.

6,0% Alc. 13°P

Questa birra è l’evoluzione della Blonde, che ho deciso di trasformare in una vera e propria Saison. L’ispirazione per questa birra mi è venuta bevendo alcune birre belghe di nuova generazione, dove l’uso dei luppoli di Poperinge completava il carattere particolare dato dai lieviti tipici per questo stile. La fermentazione di questa birra è decisamente lenta e viene condotta a temperature inusuali, cosa che spinge il lievito a produrre una serie di composti aromatici caratterizzati da note citriche e pepate che le donano grande freschezza e croccantezza.   L’aggiunta di una piccola quota di zucchero in bollitura permette di ottenere una buona secchezza finale. È una birra molto facile ma al tempo stesso assai seducente, colta al momento giusto regala grandi emozioni e sommo piacere. Ricordo che d’estate, quando torno a casa dopo una lunga giornata di lavoro e il sole non è ancora del tutto tramontato, spesso mi concedo un aperitivo sul balcone mentre osservo le colline e il cielo che si colora di rosa, rosso e arancione nell’ora del crepuscolo. La Saison mi accompagna sempre in quei momenti: ne bevo almeno una botglia da 75, anzi, spesso più di una.

Chrysopolis

Sour Ale

“Una birra che ci lascia solo un istante per capire che non si può abbracciare l’incommensurabile.”

L’idea di questa birra è nata nel dicembre 2008, cinque anni prima della sua commercializzazione. Doveva essere una birra brassata con materie prime e tecniche simili a quelle utilizzate per la produzione del lambic, che non vede mai l’acciaio ma fermenta direttamente nel legno. Non si trattava di imitare ma di tracciare un nuovo cammino, percorrere una strada che non era ancora stata battuta. Inizialmente ho utilizzato i primi batch di Chrysopolis solamente come base per il blend de La Luna Rossa. La ricetta è molto semplice: 65% di malto Pilsner e 35% di frumento, il programma di ammostamento cerca di imitare il turbid mash mantenendo nel mosto una grande quantità di destrine e anche alcuni residui di amido. Durante la bollitura aggiungiamo del luppolo suranné in fiore che lasciamo invecchiare all’aria per alcuni anni. Dopo il raffreddamento trasferiamo il mosto direttamente in botte. I primi batch di Chrysopolis venivano inoculati con una miscela di Brettanomyces, Lattobacilli e Pediococchi questo con l’intento preciso di indirizzarne la fermentazione. Dopo almeno 12 mesi di fermentazione e affinamento in botte arriva il momento del blend, dove botti differenti di diversa età vengono assemblate in proporzioni distinte per creare la vera e propria Chrysopolis. Assemblando botti diverse posso creare sfumature, dare complessità, smussare gli angoli, dare pennellate di colore, realizzare le luci e le ombre.È una fase delicata e suggestiva, un momento particolare e per me di grande emozione, uno di quei momenti in cui mi rendo conto di fare il mestiere più bello del mondo.

Giovanni

Nel bicchiere, al naso e al palato …

Chrysopolis si presenta di un color giallo dorato, piuttosto opalescente, ha una frizzantezza molto bassa, poco percettibile. All’olfatto è molto complessa ed intrigante rivelando un bouquet costellato di sentori che ci riportano con la memoria a madide e buie cantine disperse nel Brabante Fiammingo: albedo di limone, scorza di cedro, coperta di cavallo, muffa del salame, ruggine e cuoio. Al gusto emerge la tagliente acidità lattica con una tipica asprezza da Brett, leggermente sfumata da reminiscenze acetiche. Il legno è presente ma in maniera assolutamente discreta, rimanendo educatamente in secondo piano. il finale è molto intenso e persistente, dimostrando grande finezza.

Alc. 5,0%

Disponibilità: limitata

Disponibile nei formati: Bottiglia 330 ml, Fusto 20 lt

Chimera

Dark Strong Ale

“Una birra dedicata a tutti quelli che hanno ancora voglia di sognare e non smetteranno mai di cercare la felicità che meritano.”

La storia di questa birra è stata abbastanza travagliata, all’inizio era molto diversa da come si presenta ora. Se dovessimo darle una definizione stilistica potremmo dire che assomiglia ad una Belgian Dark Strong Ale. In effetti le ispirazioni per questa birra mi sono venute dalle bevute (dentro e fuori dal Belgio) di molte birre, alcune delle quali risalgono a molto tempo fa quando ero ancora un ragazzino, e non mento se dico che le prime birre a suscitare in me l’interesse per questa meravigliosa bevanda furono proprio simili alla Chimera di oggi. È un po’ come inseguire un’illusione di cui ci si è innamorati tanto tempo fa vagheggiando nel passato, trovando al risveglio la consapevolezza che è proprio nella ricerca dei sogni che si realizza l’immortalità dello spirito. Questa birra è molto complessa e si presta molto bene all’invecchiamento; le migliori sorprese le ho avute da bottiglie di Chimera conservate a temperatura ambiente per oltre 3 anni, dove gli spigoli si erano smussati, la frutta emergeva con grande classe e la terziarizzazione (ossidazione) dei malti caramelli apportava sontuosità: davvero una bevuta d’altri tempi!

 

Giovanni

 

 

Nel bicchiere, al naso e al palato …

 

Birra di alta fermentazione rifermentata in bottiglia, di color tonaca di frate, si ispira alla tradizione delle grandi birre belghe di Abbazia. Al naso si presenta con sentori caramellati, di frutta sotto spirito (pera, marasca, prugna) e leggere tostature. In bocca esprime calore e complessità ma rivela un finale inaspettatamente secco che rende la bevuta più facile.

 

Abbinamenti suggeriti: brasato di manzo, carni di maiale stufate, formaggi a latte crudo a media stagionatura.

 

Alc. 8,0%

Temperatura di conservazione: temperatura ambiente

Temperatura di servizio: tra +8 e +12°C (da versare in ampi calici, che possano contenere l’abbondante cappello di schiuma)

 

Disponibilità: Tutto l’anno

Disponibile nei formati: Bottiglia 330 ml, Bottiglia 750 ml, Fusto 20 l

Beersel Morning

Blend New Morning e Lambic

“La verità rivelata potrebbe sorprendervi, se così sarà guarderete il mondo da un altro punto di vista.”

La storia di questa birra risale a diversi anni fa, nell’estate del 2009 il birrificio 3 Fonteinen di Beersel (forse il miglior blender di Lambic del mondo) ebbe gravi danni economici in seguito al guasto di un macchinario, la cosa suscitò molto scalpore nel movimento birrario internazionale per cui chiamai Armand e gli chiesi come andavano le cose. La sua risposta fu molto semplice: aveva necessità di vendere il suo Lambic. Immediatamente mi balenò l’idea di fare un blend tra la nostra New Morning ed il suo Lambic, mi misi d’accordo con lui ed assieme scegliemmo tre botti di Lambic di 18 mesi il cui contenuto venne pompato in una piccola cisterna sul nostro furgone. Ricordo che il viaggio fu molto lungo e faticoso, io e Manuel ci davamo il cambio nella guida, attraverso il Belgio, la Francia e l’Italia, fermandoci solo per fare benzina. Dopo giorni e giorni a imbottigliare a mano e lunghi mesi passati in bottiglia ciò che ne uscì fu al di sopra delle nostre più rosee aspettative e possiamo dire con orgoglio che ne è davvero valsa la pena. Oggi la Beersel Morning viene prodotta col fantastico lambic dell’amico Gert di Oud Beersel. I miei pellegrinaggi nel Brabante Fiammingo sono ben lungi dal terminare: ogni volta è sempre un’esperienza unica e affascinante, l’odore di quelle umide cantine è un ricordo che porto sempre con me.

Non c’è molto altro da dire, questa è una di quelle birre che potrebbero farvi innamorare delle inimitabili ed autentiche fermentazioni spontanee, se così sarà comincerete a guardare il mondo da un altro punto di vista.

 

Giovanni

 

Nel bicchiere, al naso e al palato …

Blend di New Morning e Lambic di 18 mesi di Oud Beersel, affinata per almeno 18 mesi in bottiglia. Al naso sorprende per le note citriche, di cuoio, cantina e animale che sono tuttavia accompagnate da reminescenze di fiori secchi e miele. In bocca lunga, sapida e con un taglio finale acido che regala sempre un sorriso agli amanti del genere.

 

Alc. 6,2%

 

Disponibilità: limitata

Disponibile nei formati: Bottiglia 750 ml, Fusto 20 l

A F O

A.F.O. Ale For Obsessed

 

Birra di alta fermentazione una libera interpretazione del concetto di Pale Ale. Di color ramato intenso, è caratterizzata dalla generosa luppolatura che prevede l’utilizzo di nove luppoli di diversa provenienza (tra cui gli americani Chinook, Cascade e Amarillo che le conferiscono profumi agrumati e di frutta esotica) e da un carattere caramellato con delicate tostature che equilibra egregiamente l’amaro. Una birra che ho sempre bramato: dedicata agli ossessionati delle Ales come me.

La A.F.O., uscita contemporaneamente alla VIÆMILIA a fine marzo 2007, è stata la mia seconda creazione. La storia di questa birra risale al gennaio 2006 quando per la prima volta venni a contatto con il carattere così nuovo e irresistibile dei luppoli americani. Tuttavia mi resi conto fin da subito che nella Pale Ale dei miei sogni volevo esprimere qualcosa che andasse ben al di là di questo, da allora la realizzazione di un bouquet complesso, affascinante e mai consueto è stata la mia sfida. Per questo viaggiando tra Inghilterra e Germania, visitando i coltivatori di luppolo e sperimentando varietà anche molto lontane (Nuova Zelanda) ho portato avanti una ricerca nel territorio olfattivo dei luppoli che, forse, non sarà mai del tutto terminata (fermo restando il carattere inconfondibile della A.F.O. che rimarrà sempre tale).

Abbinamenti suggeriti: carni rosse alla brace (manzo, agnello, maiale), Parmigiano Reggiano di 30 mesi (l’abbinamento ideale) ma soprattutto si abbina bene alla voglia di luppolo!

Alc. 5,4% 13,0 °P
Temperatura di conservazione: tra +4 e +18 °C (se conservata in frigo preserva più a lungo le sue caratteristiche)

Temperatura di servizio: tra +10 e +14 °C