Verdi Imperial Stout

Birra di alta fermentazione rifermentata in bottiglia. Ha color ebano scuro, denso e impenetrabile, e schiuma color cappuccino. Al naso presenta aromi che vanno dal cioccolato alla liquirizia, dai fondi di caffé al tabacco, con sfumature liquorose. In bocca ha un corpo pieno, morbida e secca, di gran persistenza. Il finale rivela una sorpresa piccante in grado di destrutturare la pienezza della birra e rendere la gola avida di nuovi sorsi.

 

Si presta bene all’invecchiamento.

Avendo fondato il Birrificio del Ducato a Roncole Verdi ci sembrava doveroso dedicare una birra al Maestro Giuseppe Verdi. Quando tornai dal mio primo viaggio a New York decisi di creare una Imperial Stout che, però, si distinguesse da tutte quelle che avevo bevuto là in maggior equilibrio, eleganza e bevibilità. Per fortuna già dalla prima cotta riuscii ad imboccare la strada, ovviamente poi la ricetta è stata affinata, ma l’idea era quella. L’originalità della sua ricetta sta poi nell’uso del peperoncino: in effetti l’abbinamento classico è qui riproposto con le note di cioccolato della birra, ma soprattutto si rivela un espediente molto azzeccato perché il finale piccante stuzzica la gola andando ad alleggerire la pienezza di gusto e di corpo della birra rendendo la bevuta più facile.

La Verdi Imperial Stout è stata la prima birra artigianale italiana della storia ad ottenere una medaglia d’oro ad un concorso internazionale per stili: nel 2008 ha vinto l’oro all’European Beer Star nella categoria Imperial Stout.

Una birra da meditazione, si accompagna con dolci al cioccolato, pasticceria secca e con alcuni formaggi erborinati.

Alc. 8,2% 20,0°P

Temperatura di conservazione: tra +4 e +18 °C (se conservata in frigo preserva più a lungo le sue caratteristiche)

Temperatura di servizio: tra +10 e +18 °C (a seconda della temperatura dell’ambiente)

Da versare in calici a chiudere.

SALLY Brown

Birra di alta fermentazione, a cavallo tra le oatmeal Stout e le Porter inglesi. Ha color ebano scuro ed è sostanzialmente impostata sugli aromi dati dai ben 11 malti che vi sono presenti. Le tostature che ricordano il caffé d’orzo, le fave di cacao e la cenere sono accompagnate da sentori caramellati, il corpo vellutato è dovuto all’uso copioso di fiocchi d’avena mentre un tocco di affumicato rende il tutto più affascinante.

 

Dedicata al viaggiatore che mai raggiungerà la meta, a tutti coloro che non hanno bisogno di certezze per sentirsi nel giusto.

La Sally Brown è l’evoluzione di una Oatmeal Stout che facevo da homebrewer (naturalmente la ricetta è stata completamente stravolta), rispetto alla A.F.O. dove la ricerca è stata condotta prevalentemente sui luppoli, si tratta di una birra completamente impostata sui malti, infatti se ne utilizzano ben 11 tipi diversi (se consideriamo anche i fiocchi d’orzo, i fiocchi d’avena e l’orzo torrefatto, che sono cereali non maltati). Durante oltre due anni abbiamo condotto una ricerca nell’affascinante mondo delle tostature, cercando di ottenere una birra morbida, complessa ma assolutamente equilibrata e beverina. Il nome deriva da una canzone di Laurel Aitken, uno dei padri dello ska jamaicano, poi ripresa anche dai Bad Manners (uno dei gruppi 2Tone più famosi). Nel dicembre 2007 i Bad Manners vennero a suonare in un locale vicino a Parma, allora mi presentai al soundcheck con un cartone di Sally Brown in regalo: a loro piacque così tanto che si portarono le bottiglie sul palco durante il concerto e durante l’esecuzione del pezo il cantante disse al pubblico: “Sally Brown beer, the best!”. Inutile cercare di spiegare la soddisfazione e l’orgoglio che provai in quel momento, fu proprio una serata memorabile.

 

Abbinamenti suggeriti: salmone (crudo o ai ferri), ostriche, carne di manzo alla brace, funghi porcini.

Alc. 5,2% 13°P

Temperatura di conservazione: tra +4 e +18 °C (se conservata in frigo preserva più a lungo le sue caratteristiche)

Temperatura di servizio: tra +10 e +14 °C (a seconda della temperatura dell’ambiente)

Da versare nella caratteristica pinta irlandese o americana.

Smoked Porter

Perché dovevo accontentarmi delle solite birre scure? Perché non potevo spingere oltre i miei desideri? Le mie bramosie dovevano essere appagate prima o poi… e infati alla fine trovai lei: era molto più di ciò che stavo cercando, molto meglio di quello che già avevo. Morbida, ipnotica e sensuale. Il suo fascino era avvolto in una nube di fumo. Come potevo non venirne irrimediabilmente attratto?

6,0% Alc. 14,0°P

L’evoluzione della vecchia Oatmeal Stout è la Smoked Porter, una birra che si spinge oltre i desideri dei bevitori di birre scure. In effetti non è stata una scelta facile abbandonare l’ottima Oatmeal Stout, ma fin dal primo assaggio della prima cotta di Smoked Porter mi sono reso conto che non mi sarei pentito di questa scelta. Questa birra racconta storie che non annoiano, storie che si svolgono in improbabili circostanze dell’immaginario e che ci proiettano su mondi perduti nella memoria e forse vissuti soltanto nel sogno. Le sue delicate tostature, che ricordano i cru di cacao centroamericano, sono accompagnate da sentori di braci di legno e torba e si adagiano su un cuscino di morbida crema di latte. Come le altre sue sorelle non vuole stupire al primo sorso, vuole farsi apprezzare per quella che è nella sua sincerità e nella sua bontà. È la compagna perfetta per il salmone crudo e le crudità di mare, ma come spesso accade la si può bere da sola e magari anche da soli. Quando sono solo spesso la bevo, mi tiene compagnia, mi aiuta a guardare e a capire. La notte non è solo buio, c’è ancora molto da vedere al di là degli occhi.

New Morning

Birra di alta fermentazione rifermentata in bottiglia, ispirata alle Saison belghe. Di color dorato intenso con riflessi aranciati, è una birra dedicata alla primavera: caratterizzata dalla sorprendente speziatura data dall’utilizzo di fiori di campo (tra cui camomilla), coriandolo, pepe verde e zenzero. Ha profumi eccezionalmente floreali e speziati, una secchezza dissetante ed un amaro da radice.

Un viaggio attraverso boschi e valli, un inno di speranza per il giorno che verrà.

Questa birra mi è particolarmente cara, l’ispirazione nacque nella primavera del 2006 durante il mio corso di formazione al Birrificio Italiano. Ero molto entusiasta ed eccitato perché sentivo che stavo per realizzare il sogno che covavo da lungo tempo, ogni mattina dicevo a me stesso “questo è un nuovo giorno” e visto che contemporaneamente stavano sbocciando le prime gemme sui rami presagendo l’inizio della primavera, decisi di fare una birra dedicata a questa stagione, ma anche in senso più ampio alla rinascita e alla nuova vita. Quindi quale altra birra si prestava meglio al mio scopo se non una Saison, le birre tradizionalmente prodotte dai contadini della regione vallona dell’Hainaut, fortemente legate alla terra e a ciò che essa offriva? La scelta delle erbe e delle spezie fu tutt’altro che semplice: volevo evocare i profumi di un campo fiorito e allo stesso tempo rendere la birra fresca, intrigante e assolutamente beverina. Ricordo che per un inverno feci tisane ogni giorno, per cercare l’equilibrio delle erbe e delle spezie da utilizzare.

 

Sul nome non avevo dubbi: la chiamai New Morning, come il titolo di una canzone di Bob Dylan che racconta la gioia e lo stupore per le bellezze della vita e della natura.

 

Abbinamenti suggeriti: pesce e crostacei crudi, i risotti alle erbe e alcuni formaggi mediamente stagionati.

Alc. 5,8% 14,0 °P

 

Temperatura di conservazione: tra +4 e +18 °C (se conservata in frigo preserva più a lungo le sue caratteristiche)

 

Temperatura di servizio: tra +8 e +12 °C (a seconda della temperatura dell’ambiente)

L’Ultima Luna

Barley wine di grande carattere, maturato per 18 mesi in barriques di rovere francese usate per invecchiare vino Amarone della Valpolicella. Di color ramato intenso con riflessi rossi, al naso è straordinariamente ricco e complesso, sprigiona profumi di frutti rossi (marasca e ribes) e vaniglia, con sentori di sottobosco e reminescenze vinose. In bocca è caldo, di gran corpo e privo di gasatura. Una birra al di là di preconcetti e luoghi comuni, dedicata all’uomo di domani.

Alc. 13,0% 26°P

L’Ultima Luna è la birra che ho ideato per celebrare la nascita del mio primo figlio, Matteo. Ricordo che durante i mesi dell’attesa ho pensato a lungo alla birra che gli avrei dedicato, volevo che fosse profonda, complessa, evocativa e che si potesse destinare ad un lungo invecchiamento. Decisi di utilizzare botti usate di Amarone (uno dei miei primi amori in campo enologico), ma riempite solo per 2/3 del loro volume, in modo tale da favorire l’ossidazione della birra con l’aria (un omaggio al mio passato in Andalusia, ai vini ossidati di una terra in cui ho lasciato un pezzo di cuore). La birra (se così la si può ancora chiamare) avrebbe dovuto originariamente invecchiare 9 mesi, ma con l’esperienza ho capito che l’invecchiamento minimo per questa birra è di 18 mesi. In etichetta ci sono delle citazioni di Dalì e Saint-Exupéry, l’immagine del bambino che solleva surrealisticamente il mare è un chiaro riferimento a Matteo. Quello che mi affascina in questa birra è l’eccezionale complessità degli aromi terziari (cuoio, crosta del formaggio, madeira, legno, mandorla tostata) dati dall’ossidazione, una cosa che mi piace fare è lasciarele bottiglie aperte e berle dopo circa 3 mesi per innalzare il livello del godimento.

La Luna Rossa

Nata dal blend di più birre diverse, alcune di queste invecchiate in botte fino a 2 anni con l’aggiunta di amarene e marasche. Di colore ambrato intenso con riflessi rubini, esprime una straordinaria complessità olfattiva: profumi fruttati (marasca e amarena in primis), accompagnati da sottili note eteree e sublimi spunti acetici e lattici, oltre a sfumature di malti ossidati. In bocca è sapida, ampia, persistente e termina con una magnifica ed esaltante acidità. Una birra dalle forti emozioni, dedicata agli innamorati senza tempo e senza limiti.

Alc. 8,0% 18°P

Penso che nella vita di ogni birraio esista un momento particolare che lo rende orgoglioso e soddisfatto del proprio lavoro: per me questo momento giunge durante il blend de La Luna Rossa. Sarà perché è la birra che impiega più tempo prima di uscire dal birrificio, o forse per una certa analogia col mestiere dell’enologo, di fatto è sempre una grande emozione quando io e Luca (colonna portante del birrificio) ci cimentiamo in questa nobile attività, tra schizzi acidi e residui di frutta che sembra sotto spirito e mi ricorda tanto le “visciole” che mangiava mio nonno giocando a carte. Si parte da una base acida che ha fatto almeno 2 anni di fermentazioni miste (condotta prevalentemente da batteri lattici, brettanomiceti e batteri acetici) su cui hanno macerato almeno 6 mesi amarene e marasche, tagliata con una piccola parte di L’Ultima Luna e una parte di birra giovane; il blend viene messo in bottiglie numerate indicanti anche l’anno della cuvée, le quali affinano ulteriori 12 mesi prima di essere vendute.

La Luna Rossa è una birra che si può in un qualche modo avvicinare ad una kriek su base Flemish red, ha una straordinaria complessità associata ad una meravigliosa eleganza, per gli amanti del genere è sicuramente una di quelle birre che fai fatica a dimenticare.

Krampus

Birra di alta fermentazione rifermentata in bottiglia. Di color ambrato intenso con riflessi rossicci, ha schiuma color panna, di grana fine. All’olfatto presenta note aromatiche complesse con sentori di frutta candita (cedro, arancio), spezie (pepe, anice, noce moscata) e note balsamiche. In bocca è calda, piena e con una dolcezza avvertibile.

Una birra dedicata al Natale, ideale per aspettare l’alba accanto al focolare al riparo dalle incursioni dei demoni.

Ci piaceva l’idea di dedicare la nostra birra di Natale ad un demone. La Krampus, però più che al Natale si riferisce ad una leggenda dei paesi ladini. La notte del 5 dicembre i Krampus si aggirano fra le vie ed i vicoli dei paesi dell’arco alpino, coperti di pelli di montoni, con corna e zampe di capra, agitando le loro nere catene terrorizzano gli abitanti dei villaggi. È il preludio dell’arrivo del Vescovo San Nicola (antico precursore di Babbo Natale) che porterà pace e doni nella comunità.

Abbinamenti suggeriti:

Una birra destinata ad accompagnare il fine pasto della cena di Natale, si abbina splendidamente con Panettone, Pandoro e dolci tipici di questa ricorrenza, oltre che con alcuni formaggi a pasta molle (Pont L’Evéque, Reblochon).

Alc. 9,0% 20,0°P

Temperatura di conservazione: tra +4 e +18 °C (se conservata in frigo preserva più a lungo le sue caratteristiche)

Temperatura di servizio: tra +12 e +16 °C (a seconda della temperatura dell’ambiente)

Da versare in ampi calici.

Krampus Riserva Strepponi

Birra a disponibilità limitata, di color ambrato intenso, di ispirazione belga. Brassata con l’aggiunta di 9 spezie diverse equilibrate tra loro, ha sentori balsamici e fruttati ed una buona base di caramello. Viene rifermentata con lieviti selvaggi (Brettanomyces) e batteri lattici: durante l’affinamento di almeno 12 mesi questi microrganismi trasformano la birra e la arricchiscono con sentori citrici e una fresca acidità. Una birra sorprendentemente ricca e affascinante, dedicata alla celebrazione di quei momenti che non ritorneranno.

Alc. 9,0% 20°P

La Riserva Strepponi naque alcuni anni fa, quando decisi di utilizzare alcuni ceppi di Brettanomyces Bruxellensiis e Lactobacillus per la rifermentazione in bottiglia: all’inizio il risultato non fu certo incoraggiante, le bottiglie avevano dei sentori di medicinale, yogurt acido e muffa del salame per cui ce le dimenticammo in magazzino pensando di distruggerle. Poi, in una calda giornata d’estate, il Maso (ai tempi aiuto birraio) mi portò un bicchiere da assaggiare (mi proponeva spesso delle degustazioni alla cieca senza dirmi che cosa stavo assaggiando), lo trovai sorprendente: ruggine, lattico, cuoio, ciliege, caramelle alla frutta, anice, cedro, balsamico, cola.. il tutto magnificamente armonizzato e con un finale acido che ci regalò un grande e indelebile sorriso per il resto della giornata. Era nata quella che poi avremmo chiamato Riserva Strepponi in onore della seconda moglie di Giuseppe Verdi… la moglie acida.

Kiss Me Lipsia

Gose

“Corroborante e dissetante, sapida e acidula: la birra dello sportivo.”

Kiss Me Lipsia nasce da un amore per le Gose, non tanto le classiche Gose di Lipsia quanto le interpretazioni più recenti del mio amico Sebastian Sauer di Freigeist. La sapidità unita all’acidità da sempre mi affascina e emoziona alla follia; la sfida consisteva quindi nel rendere entrambe le sensazioni, quella dell’acido (benché si tratti di un’acidità lattica e non malica come nel vino) e di minerale (che in una gose è la sapidità, il salato). Ho deciso di brassare una semplice Golden Ale e metterla a maturare in alcune delle botti della nostra cantina di fermentazioni selvagge, inoculandole con batteri lattici. Dopo 9 mesi i lattici avevano ampiamente preso il sopravvento ma un carattere di Brett compariva già chiaramente e la cosa mi piaceva molto. Naturalmente la base era decisamente acida, per cui ho deciso di brassare una seconda birra utilizzando sale rosa dell’Himalaya nella cotta, alla fine della maturazione la nuova birra è stata blendata con la vecchia e il risultato è la nostra Gose.

Giovanni

Nel bicchiere, al naso e al palato …

Di color giallo paglierino. Una delicata acidità unita alla sapidità e ad un’asprerzza da Bretta, la rendono incredibilmente dissetante.

Alc. 4,0%

Disponibilità: limitata

Disponibile nei formati: Fusto 20 lt, Fusto 30 lt

IPA

Era una esplosione di luppolo, un’esperienza che mi attraversava i sensi. Immaginavo tutto ciò che avevo sempre desiderato dalla mia birra ma che non avevo mai osato chiederle. C’era chi diceva che non era una birra per tutti, però erano veramente pochi quelli che, dopo averla provata, non si erano perdutamente innamorati di lei.

6,5% Alc. 15°P

Il luppolo è il protagonista assoluto di questa birra, lei che è il nostro sogno ricorrente, la nostra dipendenza e la nostra cura. Causa e fine di molti dei nostri affanni, come nel cerchio del tempo ritorniamo sempre ad indugiare su di lei, la vogliamo dentro di noi. Vogliamo farci toccare il cuore e l’anima, vogliamo perderci nei suoi profumi inebrianti, vogliamo fonderci con lei. I suoi profumi di mango e frutta tropicale, di pompelmo e arancia amara, le sfumature balsamiche e il contributo educato del malto: questa è poesia liquida, godimento fino all’ultima goccia. Il suo colore è ambrato chiaro, aranciato. La sua schiuma è candida e molto persistente, è ricca di resine nobili di luppoli della West Coast, ricca di saggezza. Come l’amore che infiamma il cuore e accendendo il desiderio per l’oggetto amato procura tormenti all’innamorato, così anche le nostre bramosie di luppolo troveranno redenzione dagli affanni ogni volta che riusciremo ad avvicinare le labbra a lei.