Era una esplosione di luppolo, un’esperienza che mi attraversava i sensi. Immaginavo tutto ciò che avevo sempre desiderato dalla mia birra ma che non avevo mai osato chiederle. C’era chi diceva che non era una birra per tutti, però erano veramente pochi quelli che, dopo averla provata, non si erano perdutamente innamorati di lei.

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Il luppolo è il protagonista assoluto di questa birra, lei che è il nostro sogno ricorrente, la nostra dipendenza e la nostra cura. Causa e fine di molti dei nostri affanni, come nel cerchio del tempo ritorniamo sempre ad indugiare su di lei, la vogliamo dentro di noi. Vogliamo farci toccare il cuore e l’anima, vogliamo perderci nei suoi profumi inebrianti, vogliamo fonderci con lei. I suoi profumi di mango e frutta tropicale, di pompelmo e arancia amara, le sfumature balsamiche e il contributo educato del malto: questa è poesia liquida, godimento fino all’ultima goccia. Il suo colore è ambrato chiaro, aranciato. La sua schiuma è candida e molto persistente, è ricca di resine nobili di luppoli della West Coast, ricca di saggezza. Come l’amore che infiamma il cuore e accendendo il desiderio per l’oggetto amato procura tormenti all’innamorato, così anche le nostre bramosie di luppolo troveranno redenzione dagli affanni ogni volta che riusciremo ad avvicinare le labbra a lei.